Monday 13 april 2009
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19:52
cos'è la musica? mi sono ritrovata a chiedermelo l'altro giorno. cos'è? in realtà non ho trovato una risposta ma riflettendo e scrivendo
contemporanemente forse.... no, non credo che troverò una risposta. forse la musica è qualcosa di troppo astratto per essere descritta, un pò come l'amore. cos'è l'amore allora? credo ch chiunque
abbia provato a descrivere cosa sia, ma alla fine sono assolutamente convinta che nessuno sia riuscito a racchiudere in parole cosa davvero esso sia. l'amore è tutto (all you need is love).
ma forse nemmeno "tutto" basta per descriverlo. la musica è amore e l'amore è musica. mah, magari stò scrivendo un mucchio di idiozie, ma mi piace scriverle perchè mentre le scrivo mi sembra di
arrivare a chissà quali argomentazioni. ma che importa infondo se a me sembra di dire cose fantastiche che importa se è davvero così? infondo l'importante è sentirsi forti non esserlo (ammetto,
anche se vorrei averlo detto io, che l'ultima frase è citata dal film "into the wild"). comunque stò divagando (non che a qualcuno importi). "cos'è la musica?" era la domanda iniziale. credo di
aver trovato la risposta: non ne ho idea. credo che nessuno ne abbia idea e quindi mi limito a lasciare quel grande punto di domanda.
sto ascoltando let it be. amo questa canzone. amo la musica. la amo perchè riesce a farmi provare sensazioni ad un intensità inimmaginabile e questo tutto restando fermo. daltronde come si può
restare di fronte all'immensità diuna bella canzone se non inermi, insigificanti, in balia delle emozioni. e potrei passare ore solo sdraiata sul letto ad ascoltare un buon disco.
che articolo stupido. ho parlato tanto per non dire nulla (o forse sì?) o perlomeno senza rispondere alla domanda che mi ero posta. e così questo articolo non è altro che un dminuendo di
aspettatibve: si parte con una grande domanda per poi cadere sempre più nl banale ed inutile. e allora sapete che vi dico, che finisco questo articolo con la domanda dell'inizio. un pò perchè nei
film fà sempre un certo effetto qando alla fine si ritorna all'inizio e un pò perchè quella domanda è il succo dell'articolo dato che non c'è una vera risposta. quindi:
cos'è la musica?
Di rachele
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Friday 10 april 2009
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15:17
odio la mia prof di religione. ed anche l'ora di religione cattolica se devo dire la verità, ma alla fine dei 5 anni di liceo dormire per un'ora alla
settimana (durante religione) dà un punto e quindi.... comunque odio la professoressa perchè a parole dice che possiamo pensare quello che vogliamo, ma poi coi suoi ragionamenti contorti ci vuole
mettere in testa le sue di idee.
cme quella volta che un mio compagno di classe ha portato un articolo in cui si parlava della "propaganda" atea e cristiana. in pratica una comunità di atei hafatto una raccolta fondi a londra per
far scrivere per non sò quanto tempo sugli autobus "dio non esiste, ora smettila di proccuparti e vivi la tua vita" (o qualcosa di simile). poi a genova un'altra comunità di atei ha raccolto soldi
per far scrivere "la notizia cattiva è che Dio non eiste, qella buona che non ne hai bisogno". sia mai che i cristiano hanno l'ultima parola e quindi i cattolici hanno rispostocon dei cartelli con
scritto un messaggio molto ermetico (almeno per me) "Dio esiste e anche gli atei lo sanno". ora, non ci sarebbe stato nessun problema se la prof. avesse liquidato il tutto dicendosi contro ad
entrambe le fazioni che in questo caso si erano rivelate quantomeno infantili (almeno io la penso così). infondo non è che crivendo su un autobus che Dio non esiste un cristiano che esce dalla
chiesa la domenica e legge lo slogan ateo pensa "hey, ma perchè perdo tempo in chiesa?!? dio non esiste, posso godermi la vita!" e d'altro canto la stessa cosa vale per i cartelli cristiani: se un
ateo passeggiando per la città leggesse quei manifesti non credo che penserebbe "ha perfettamente ragione. che stupido ho creduo di non credere in Dio per tutto questo tempo e invece lo sò
anche io: Dio esiste".
ma ovviamente la mia professoressa non si è limitata a chiudere la questione con un "bè, non importa, sono stati stupidi, ma chissene frega" (forse tralasciando il chissene frega che non è
proprio da prof. di religione). no, infatti ha cominciato a dire che gli atei hanno torto e invece i cristiani che hanno risposto hanno ragione perchè quello che dicono è vero. e qui scatta la
polemica. qualcuno salta sù dicendo "ma non è vero che gli atei sanno che Dio esiste: se non ci credono, non ci credono". ma la prof ha già architettato un discorso assolutamente senza senso per
confonderci. ebbene, lei sostiene che dicendo "non credo in Dio" si dice in pratica che esiste. e poi ha continuato per almeno altri venti minuti ripetendo questo concetto (che devo
ammettere non ho ancora compreso) in modi e modi diversi.
comunque mi accorgo ora che questo articolo è troppo lungo, ma essendo conscia fin d'ora che nessuno lo leggere perchè annoia solo guardarlo on potrò essere delusa quando mi renderò conto che
nessuno l'ha letto. almeno ne sono consapevole, no?
Di rachele
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Thursday 9 april 2009
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14:48
proprio ieri ho riascoltato delle vecchie cassette su cui avevo registrato parecchi anni fà. bè, per lo più erano piene di idiozie di ogni tipo, ma è stato iteressante riascoltarle. risentendo le
voci sono riuscita ad immaginare (forse rimuginare cose che credevo di non ricordare perchè ormai nascoste nel mio cervello, è possibile?) dov'ero e cosa facevo mentre registravo.
le cassette erano zeppe di mezze regitrazioni troncate di botto perchè non ero capace di usare il registratore, ma c'erano anche delle interessanti filastrocche inventate da mio padre.
mio papà faceva finta di essere una piovra e faceva rime per intrattenermi, mia madre mi leggeva qualche storia, mia zia canticchiava canzoncine senza senso ed io intervenivo ogi tanto con
domande del tipo "papi, cosa vuol dire candore?". ah dimenticavo, avevo quasi sempre il fiatone per qualche ignoto motivo e così ansimavo in continuazione (forse cercavo di fare una voce
divertente, non ricordo) e spesso sembrava che stessi avendo un orgasmo. ma io come potevo sapere che quei suoni risultassero così ambigui? bè, è stato divertente anche immaginare
come reagissero gli adulti in questi casi. bè, è ovvio che non potevano dirmi "smettila di fare questi versi. non lo dico per cattiveria, ma semplicemente perchè sembra che tu stia avendo un
rapporto sesuale". magari ridacchiavano tra sè e basta.
comunque stò sviando il discorso. volevo solo dire che ho trovato piacevole riuscire a ricordare quello che la mia mente consapevole non riesce più a contenere. sono riuscita a vincere la
mia stupida mente per una volta!
comunque non era questa la cosa che mi è piaciuta di più, bensì il risentire la mia voce e soprattutto quella dei miei genitori che mi parlavano e giocavano con me. non tornano più quei momenti,
sono felice di com'è la situazione ora (bè, più o meno diciamo), ma sò bene ce non tornerà più quel periodo spensierato in cui si gioca con i propri genitori e si ansima senza problemi
in pubblico.
Di rachele
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Thursday 9 april 2009
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14:43
ogni tanto mi fermo a riflettere sulla vita. a cosa serva ridere, piangere, amare e pensare in fondo? la vita và avanti inesorabilmente, come un treno. c'è una frase di john lennon che ho
trovato molto buffa nella sua innocente veridicità: la vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri piani ("life is what happened t you while your busy making other plans", dalla
canzone beautiful boy). ho letto questo verso della canzone per la prima volta parecchio tempo fà, su wikipedia probabilmente, ma l'ho rivista in un negozio di libri e musica a roma solo
poco tempo fà. comunque non voglio dire che la vita sia inutile o orribile, a me piace stare qua, seduta su una sedia mentre scrivo sul mio blog senza sapere bene cosa mi accadrà dopo. anche se, lo
ammetto, non vivo la giornata come jack dawson (del titanic), cerco di controllare quello che non posso controllare e di capire quello che non posso nè devo capire. sono troppo razionale, ma mi
sono ripromessa di riuscire a dominare questa maledetta mente, di riuscire ad amare senza pensare. forse non ce la farò mai, ma è bello poter credere che in un futuro...mi stò dilungando
troppo. infondo è solo un intervento nel blog che magari nessuno leggerà. alla prossima, allora.
Di rachele
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Thursday 9 april 2009
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14:38
i libri hanno un non sò che di magico. capisco quanto un libro faccia parte di me e quanto io faccia parte del libro solo quando mi ritrovo a leggere le ultime parole cercando di assaporare ancora
per un pò il sapore del libro che mi ha accompagnato per il periodo che ho impiegato a leggerlo. in effetti,però, mi accompagna anche dopo. chissà, forse ogni libro ha una sua anima e parte di
essa rimane nel lettore che ha riso, pianto, sofferto e gioito assieme ai protagonisti. anzi io credo che sia così: quando entro in una libreria e mi guardo cautamente intorno vedo tutti quei libri
e ho l'impressione che mi guardino come cani randagi in cerca di un padrone, come vecchi saggi in cerca di qualcuno con cui parlare per lasciare qualcosa di sè prima di diventare soltanto un
ornamento (o forse per non diventare un ornamento). e così quando entro in una libreria mi guardo intorno e osservo tutti quei libri, mi dà sempre una sensazione magica vedere tutte quelle
copertine che implorano di essere scelte. quando ho finito di leggere un libro mi sento svuotata per un momento: capisco che quella storia, quei personaggi e quello scrittore non saranno più
nelle mie giornate, ma ogni libro rimane a far parte di me. ogni tanto guardo i libri sullo scaffale in camera mia e cerco le sensazioni che ho trovato in essi e che forse non
ritroverò più (o forse sì) e ogni piega sulla copertina, ogni graffio (se c'è) mi fà sorridere e ricordare. e tutte le volte mi ritrovo inerme di fronte alla magia diun libro pensando solamente "i
libri ce l'hanno un'anima".
Di rachele
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